Il Giro lascia la Calabria. Il covid no

Il Giro lascia la Calabria. Il covid no

Il Giro d’Italia ha lasciato la Calabria e ciò che resta è certamente la grande impresa di Filippo Ganna, che ha vinto una straordinaria tappa, quella che ha portato la carovana rosa da Mileto a Camigliatello Silano, resa ancora più “epica” dal maltempo. La temperatura al di sotto dei 10 gradi, la nebbia e la pioggia sono stati la cornice giusta per il Gran Premio della Montagna di Monte Scuro e per una discesa, quella verso Camigliatello Silano, resa ancora più insidiosa dal terreno bagnato, che Ganna ha superato indenne per andare a vincere.
Clima, poi, decisamente diverso a Castrovillari: una splendida giornata di sole e la temperatura superiore ai 20 gradi hanno salutato la partenza dei ciclisti che hanno lasciato la Calabria per raggiungere Matera dove poi ha trionfato Arnaud Démare (Groupama-FDJ) in volata al termine di una tappa decisamente più tranquilla.
Gli sbalzi di temperatura non aiutano i ciclisti, chiamati, ora, ad affrontare scenari che potrebbero essere simili a quelli vissuti in Sila, ma, si sapeva, ad ottobre questo rischio era concreto e la “prima” in autunno della corsa rosa è stata e sarà arricchita anche da questi repentini cambi climatici.

Giro e Covid

In questi due giorni è apparso abbastanza chiaro come il Giro d’Italia, o semplicemente “il Giro”, sia diventato un vero e proprio evento che va oltre l’aspetto squisitamente sportivo e la gente lo vive come tale. Si esce per strada, nelle piazze a vedere “il Giro”, anche se non si conosce neanche il nome di un ciclista, ma solo per vivere l’evento. Il divieto di assembramento ed il distanziamento sociale, però, sono concetti che vanno in netto contrasto con un evento di questo tipo nel corso del quale, diciamolo francamente, è impossibile rispettare queste regole. E’ vero che tutti (o quasi) indossavano la mascherina, ma impossibile distanziarsi dagli altri spettatori.
Lo spettacolo, come è giusto che sia, deve andare avanti ed il Giro non poteva “saltare” un’edizione per tanti buoni motivi. Ma vedere tante persone accalcate a ridosso delle transenne è un qualcosa che mal si concilia con la crescita dei contagi.

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